"L’immobilità del fiore è la posa scelta da
Umberto Agnello per rappresentare un mondo fatto di mutamenti
impercettibili e tuttavia straordinari, tali da turbare l’ordine della
vita non meno che l’ordine della morte, che notoriamente è posa
assoluta, irrimediabile all’apparenza."
Emilio Isgrò
Kagayaku
2022
"non temendo i paragoni coi maestri del bianco e nero agnello rielabora, con intenti di transfigurazione e di decantazione semantica, i generi canonici della fotografia"
giuseppe turroni
''Fotografare
è mettere ordine nel caos, creare punti di riferimento, catalogare,
discernere, inventariare. Ho elaborato una piccola fenomenologia degli
stili, un campionario di forme, un casellario di segni. Spine, foglie,
boccioli, semi di piante selvatiche come cardi, menta, ciclamino
esprimono architetture perfette, segni infallibili.''
"Di fronte all’obiettivo di Umberto Agnello
ci sono gusci di conchiglie, pezzi di alghe, stelle marine. Minute forme
di vita marina rinvenute sulle spiagge o nelle scogliere che si
trasformano in forme eleganti, in immagini pulite, essenziali."
La Repubblica
"I volumi ripresi dai
quadri di Umberto Agnello sono dei monoliti architettonici anonimi,
immortalati nella sua città natale, come sarebbero potuti essere in
qualunque altro luogo, in qualunque momento del giorno. Lo sfondo è una
luce perenne da scenario post-umano e infatti non si intravede nessuna
comparsa vivente. Solo cemento, drammatizzato nella presenza dal gioco
di luci e ombre che, dice Agnello, deriva dall'architetto neoclassico
francese Étienne-Louis Boullée."
Chiara Alessi
DOMUS
''Ho applicato la visione di
"Cemento" alle architetture della mia città d'adozione, Milano, ritraendo questa volta gli edifici storici e le opere dell'ultima generazione che diventeranno anch'esse parte del patrimonio architettonico milanese.’'
"Le
fotografie di Umberto Agnello, oltre l’aspetto puramente
visivo degli oggetti, cercano di svelare il segreto di un’antichità più o
meno lontana: menti che li hanno concepiti, mani che li hanno prodotti e
li hanno usati e lasciati così per sempre, per noi."
Stefania Casini
Direttrice Museo Archeologico di Bergamo
''
Osservare la natura con curiosità e attenzione per trasformarla in fotografie che ne riflettano l’intima bellezza: questo è l’intento di Umberto Agnello, autore che interpreta lo still life con un’originalità che ben si sposa con il rigore compositivo.''
roberto mutti